Cuneo (Coni in francese, piemontese, occitano, portoghese e provenzale alpino) è un comune con circa 50 mila abitanti, capoluogo dell'omonima provincia piemontese, fondata nel 1198 nel "cuneo" esistente fra il fiume Stura e il torrente Gesso.
È servita dall'aeroporto di Cuneo-Levaldigi.
Geografia
Cuneo si trova su una terrazza alluvionale a forma di "cuneo" alla confluenza del torrente Gesso e della Stura di Demonte, in posizione centrale rispetto all'arco delle Alpi sud-occidentali, dominate dal Monviso, dall'Argentera, dalla Rocca dell'Abisso e dalla Bisalta.
Cenni storici
Benché rappresentasse una zona strategicamente importante per la sua posizione dominante sulla confluenza di due fiumi, il luogo su cui sorge la città ospitò un insediamento stabile solo in epoca relativamente recente. La nascita di Cuneo, infatti, risale alla fine del XII secolo quando (1198) parte della popolazione della zona, che era sotto la giurisdizione dell'abbazia di San Dalmazzo di Pedona ma su cui signoreggiavano il vescovo d'Asti e i marchesi del Monferrato e di Saluzzo, si rifugiò sul "Pizzo di Cuneo" (ben riparato dai due fiumi) e fondò un borgo dichiarandolo libero Comune.
Quasi a riconfermare un'opposizione non solo di fatto, ma anche di principio, alla potenza dei Signori feudali, a capo del nuovo borgo furono posti tre consoli, due nobili e uno del popolo. Nel 1210 il marchese di Saluzzo interruppe l'autonomia del Comune, occupandolo con le armi. Il Comune insorse nel 1231 anche con l'aiuto di profughi milanesi (questo fatto fu ricordato con l'erezione di una chiesa dedicata a Sant'Ambrogio) e nel 1238 Federico II riconobbe ai cuneesi la loro libertà. Nel 1259 cessò la vita veramente autonoma del Comune il quale si diede spontaneamente, anche per difendersi dai troppo potenti vicini, a Carlo d'Angiò, allora conte di Provenza. Con Alba, Cuneo fu la principale città dei domini angioini in Piemonte: era capitale di un distretto che si spingeva sino alle valli della Stura, del Gesso, del Grana e del Vermenagna, aveva statuti proprio, godeva di particolari franchigie e batteva moneta. Il dominio angioino, cessato nel 1382 con la sottomissione dei cuneesi ai Savoia, fu più volte interrotto: dal 1281 al 1305 fu sottomessa a Saluzzo; dopo una breve sovranità dei Savoia (1347-1348), la città fu dei Visconti (1348-1356) e ancora di Saluzzo (1356) e dei Visconti (1366-1372).
Con il passaggio della città ai Savoia si iniziò un nuovo periodo di storia con l'inserimento graduale del Comune nello Sato sabaudo in via di crescita e di formazione definitiva. La trasformazione avviene nei due secoli che vanno dal trasferimento ai Savoia alla morte di Emanuele Filiberto (1580). Questo periodo è contraddistinto da una lunga serie di assedi a cui la città fu sottoposa: Cuneo, che già nel 1515 aveva allontanato dalle sue mura gli svizzeri in attesa di Francesco I, che nel 1542 aveva costretto Claude d'Annebault, con i suoi diciottomila francesi, a battere in ritirata, nel 1557, sostenendo vittoriosamente uno dei suoi più duri assedi (dal maggio al 27 giugno contro le preponderanti forze del maresciallo di Brissac) di fatto salvò lo Stato ad Emanuele Filiberto. Il duca lo riconobbe e con diploma del 1559 concesse a Cuneo il titolo di città e la facoltà di inserire sullo stemma comunale le armi dei Savoia. Nel XVII e XVIII secolo altri assedi caratterizzarono la storia militare di Cuneo: nel 1639 e 1641 furono le truppe di Madama Reale a cingere d'assedio la città; nel 1691 i soldati del Catinat furono battuti come poi nel 1744 i franco-spagnoli.
Con l'occupazione francese si apre l'ultima fase della storia cuneese. La città divenne capoluogo del "Dipartimento della Stura", che anticipò, mezzo secolo prima e quasi nelle sue esatte dimensioni, la definitiva "provincia di Cuneo", creata con la legge del 1859. Alla restaurazione, nel 1917, Cuneo ebbe anche una sua diocesi. Durante il Risorgimento tenne a battesimo i "Cacciatori delle Alpi", volontari di Garibaldi.
Dal 1943 al 1945 Cuneo fu, con le sue valli, uno dei maggiori centri della Resistenza.
Sviluppo urbanistico
Cuneo si sviluppò come centro di strada, sulle vie del colle di Tenda e della Maddalena, che mettono in comunicazione il Piemonte con la Francia meridionale, e come mercato di prodotti agricoli e zootecnici delle valli alpine e della pianura circostante. La posizione strategica della città influì in modo decisivo sulle sue vicende storiche nonché sullo sviluppo urbanistico. Cuneo, infatti, alla quale si apre una sola possibile direttrice di espansione, verso sudovest, cioè verso Borgo San Dalmazzo, rimase per secoli racchiusa entro la cerchia originaria di mura. Fu solo dopo la demolizione della cinta muraria, ad opera dell'amministrazione napoleonica, all'inizio del XIX secolo, che prese l'avvio l'espansione moderna della città, attorno alla grande piazza centrale (oggi Piazza Galimberti) e lungo l'asse di corso Nizza, con uno sviluppo a pianta regolare, lento per tutto l'Ottocento e fino alla prima guerra mondiale e con ritmo sempre più rapido fra le due guerre, e specialmente dal 1945 in poi. Nell'attuale centro urbano il nucleo originario incuneato fra i Belvederi di corso Stura e di corso Gesso si contrappone nettamente ai quartieri recentei sviluppatisi verso sudovest, caratterizzati da vie ampie e diritte disposte attorno a piazza Galibmerti e ai lati di corso Nizza e fiancheggiate da imponenti costruzioni dagli spaziosi portici. Lo sviluppo urbanistico ha assunto un ritmo particolarmente celere dopo la seconda guerra mondiale e la città si è estesa in particolar modo verso Borgo San Dalmazzo, occupando tutto l'altopiano fino ai viali ricavati sui baluardi delle antiche fortificazioni e dominanti il corso del Gesso e della Stura. Le sedi delle attività commerciali e gli uffici pubblici si accentrano nel quartiere vecchio che ha quasi perso l'antica fisionomia residenziale, in seguito allo spostamento interno degli abitanti che tendono a trasferirsi nelle parti nuove della città. La città si é sempre caratterizzata per un grande isolamento dal resto del mondo, sia in senso morale ma anche in senso concreto: tutt'oggi non é raggiunta dall'autostrada; la principale via di accesso alla città é il Viadotto Soleri, che attraversa tutta la valle del torrente Stura e raggiunge la città; é sia stradale che ferroviario; venne fatto costruire da Mussolini nel 1934, e divenne tristemente noto col nome di "Ponte dei Suicidi": dai suoi parapetti si gettarono fino ad oggi più di 150 persone. Oggi l'amministrazione comunale ha fatto innalzare le barriere del viadotto per rendere più difficili ulteriori.
Le varie fasi dello sviluppo topografico di Cuneo sono conseguenti all'andamento dell'espansione demografica della città, che contava 6154 abitanti nel 1571 e 18.000 nel 1774. Dopo l'abbattimento delle mura e delle fortificazioni e il conseguente sviluppo edilizio la popolazione salì a circa 25.000 abitanti alla fine dell'Ottocento e si accrebbe di oltre 10.000 unità negli anni fra le due guerre. Nel 1965 la popolazione raggiunse i 50.380 abitanti, all'incirca pari al livello attuale (51.784 abitanti nel censimento del 2001).
Personalità legate a Cuneo
Giuseppe Barbaroux (1772-1843) giureconsulto e uomo politico, tra gli elaboratori dello Statuto Albertino
Giorgio Bocca (nato nel 1920) giornalista e scrittore
Franco Andrea Bonelli (1784-1830) naturalista
Antonio Bono (1813-1892) architetto
Antonio Bartolomeo Bruni (1759-1823) violinista e compositore
Franco Cordero (nato nel 1928) giurista
Duccio Galimberti (1906-1944) eroe della Resistenza
Giorgio Federico Ghedini (1892-1965) musicista e compositore
Carolina Invernizio (1851-1916) scrittrice
Piergiorgio Odifreddi (nato nel 1950) matematico
Carlo Pascal (1547-1625) giurista e diplomatico
Giuseppe Peano (1859-1932) matematico
Camillo Manfroni (1863-1935) storico
Carlo Ponzo (seconda metà Ottocento) matematico
Nuto Revelli (1919-2004) partigiano, scrittore
Lalla Romano (1906-2001) scrittrice
Gianmaria Testa (nato nel 1958) cantautore
Giovanni Toselli (1819-1886) attore dialettale
Valerio Verra (1928-2001) filosofo
Giovanni Vincenzo Virginio (1752-1850) agronomo
Il celebre attore Totò rese famosa la battuta «Sono un uomo di mondo. Ho fatto tre anni di militare a Cuneo!».
Cenni artistici e culturali
Da notare gli edifici di Piazza Galimberti in stile neoclassico
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